2019 2017 2018 annata2017 SCHEDA TECNICA 2017 2017 ACQUISTA ORA “Quando il nostro cuore ha fatto la sua vendemmia, vivere non é da male”
Charles Baudelaire
L´annata 2017 è stata una tra le più torride degli ultimi anni in Romangia anche a detta di molti anziani.
Le temperature di Ottobre/Novembre sono state miti e le correnti d´aria provenienti dal mare ci avvertivano che l´estate non voleva cedere il passo all´autunno.
In vigna si sentiva una calma apparente: le foglie iniziarono pian piano a cadere. Le piogge autunnali si fecero attendere invano al punto che neanche nei mesi di Gennaio/Febbraio ci furono precipitazioni. La potatura terminò con temperature al di sopra della media tanto che a Marzo notammo un rigonfiamento anticipato delle gemme. Qui capimmo che la 2017 non sarebbe stata un´annata facile anche perché un mese di Aprile quasi estivo avrebbe condizionato negativamente un precoce andamento della fioritura. Infatti questo mese lo ricorderemo per tanti anni a venire. A fine mese, tra il 21 e il 23 Aprile, le gelate arrecarono grossi danni a buona parte della produzione. Le giornate proseguirono all´insegna del caldo e a Maggio si è assistito al compimento della fioritura.
I mesi estivi furono caldissimi e le piante, a causa dell´assenza di piogge, mostrarono i primi segni di sofferenza.
Durante l´invaiatura, ovvero il momento in cui la vite smette di sviluppare il suo sistema vegetativo per concentrarsi sulla maturazione delle uve, i grappoli sembravano compatti e sani fino ai giorni a venire quando ad Agosto, per via di forti correnti calde di scirocco, le piante subirono danni qualvolta permanenti sull´intera sottozona della Romangia.
Straordinariamente fino ad oggi fu l´unica vendemmia fatta in Agosto senza considerare le curve di maturazione a causa della troppa premura di salvare il salvabile.
Nonostante tutto, quest´annata ingrata ci ha donato vini garbati, sottili ed eleganti quasi come per ripagarci della speranza perduta.
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annata2018 2018 ACQUISTA ORA 2019 SCHEDA TECNICA 2018 “Ogni vigna la sua macchia, e fa piacere posarci l´occhio e saperci nidi. Le donne, pensai, hanno addosso qualcosa di simile.”Cesare Pavese
Se l´annata 2017 in Romangia è stata una delle più torride, la 2018 fu una delle più piovose in assoluto.
Alcune annate nascono facili ma questa, fin da subito, si presentò scontrosa. Rimarrà unica per via delle tante giornate passate in vigna a lavorare sulla chioma di ogni singola pianta per cercare di evitare possibili malattie.
Dopo un autunno abbastanza mite e ricco di piogge, l’inverno iniziò a farsi sentire con un mese di febbraio dalle temperature rigide ed è allora che iniziò la potatura: le fredde mattinate ci invogliarono a bere parecchie tazze di caffè caldo.
Il mese di Marzo ci regalò delle giornate piacevoli e soleggiate che ci permisero di scalzare la vigna dalle erbe spontanee. Le gemme iniziarono a gonfiarsi. La primavera arrivò già dai primi di Aprile e con il rialzo delle temperature prese inizio il dono della fioritura che dalla prima decade di Maggio si è protratta fino ai primi di Giugno.
La vegetazione, complice la riserva idrica del suolo, era rigogliosa ma nonostante la constante vigilanza e l´instancabile lavoro in vigna, la peronospora si manifestò per via delle incessanti piogge. Anche l´oidio cosi trovò condizioni favorevoli al suo sviluppo. Di conseguenza ci trovammo con un raccolto ridotto in un´annata che con schiettezza ci ha rivelato tutte le sue difficoltà.
I mesi di Giugno e Luglio alternarono forti acquazzoni e stupende giornate di sole. Ad Agosto la natura si calmò, le serate in vigna diventarono meravigliose al punto che non dimenticheremo mai quell´odore di zolfo nell´aria. E cosi arrivò Settembre: le temperature scesero al punto da rallentare la maturazione fenolica delle uve, consentendoci così di posticipare la raccolta di alcune varietà autoctone.
Iniziò la vendemmia, una vendemmia di uve sane e ricche di salinità. Ed è lì che portammo in cantina un'altra annata tosta, ma che generosamente ci ha donato le sue qualità migliori.
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annata2019 2019 ACQUISTA ORA 2018 SCHEDA TECNICA 2019 "I grappoli appiattati nell'ombra divenivano misteriosi come tutti gli esseri umani che si affacciano alla vita" Corrado Alvaro
Ci portiamo alle spalle un’annata difficile e affrontiamo questa nuova vendemmia con fiducia e fieri per aver dato il massimo sia in vigna che in cantina. Dopo un autunno con temperature appena al di sopra della media, arrivarono le prime pioggie mai invadenti ma indispensabili per garantire quella riserva idrica che le piante utilizzeranno per i mesi caldi. Arrivò l’inverno e iniziammo con la potatura poichè anche i meravigliosi stormi di merli ci sussuravano che il tempo era giunto. A volte la natura ci parla: basta osservarla e saperla ascoltare. Rispetto al 2018 il germogliamento fu più tardivo anche se abbastanza regolare. Il mese di Aprile si presentò mite con qualche pioggia sporadica: tutto sembrava filare liscio ma fu il mese di Maggio a ricordarci che noi, piccoli vignaioli sulla terra, dipendiamo in tutto e per tutto da Madre Natura. In piena fioritura le piccole gemme ormai sbocciate furono spazzate via da forti venti freddi e al contempo salati di maestrale. In partilcolar modo sulla produzione di uva bianca ci fu una perdita del 70%. Il resto della stagione per fortuna prosegui all’insegna della normalità e i mesi a venire furono caldi e secchi accompagnati da costanti venti di nord-ovest che ci consentirono di riddurre il piano di difesa a soli tre trattamenti di zolfo ramato per tutto l’andamento annuale. L’invaiatura fu regolare ma non uniforme per i danni causati dalle forti correnti che hanno favorito la nascita precoce delle femminelle. La prima metà di Agosto fu leggermente umida e mite senza picchi di caldo. Le viti riprendono fiato e l’uva matura serena. L’annata stava prendendo una direzione molto qualitativa. Beneficiando di questo clima meraviglioso arrivammo a fine Settembre con un’uva eccellente. Fu una vendemmia soleggiata e armoniosa, ricca di profumi e ricordi: qualcosa nell’aria ti rasserenava, anche i rumori erano familiari. Per i vini rossi le rese sono state 30/35 q.li /Ha mentre per i bianchi purtroppo sui 10/15 q.li /Ha. È certo che la perdita del raccolto conseguente ai forti venti freddi di maestrale è stata significativa, ma questa riduzione di quantità è un fattore che ha favorito la qualità poiché ha determinato una selezione naturale che, riducendo la resa, ha permesso alle uve sane di maturare meglio.
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